Sono stracco di tutto!

Nel mio ultimo viaggio ho incontrato un gran personaggio. Si chiama Cesare. Ci siamo scambiati un bel pò di sogni. Cesare è stato un vero avventuriero. Un vecchio pirata che da un pò ha smesso di viaggiare. Mi racconta le sue imprese passate con la voce arrochita dal tempo. Lo fa con un’enfasi ed un’entusiasmo contagioso. Un vero pezzo di teatro. Si rispecchia nei miei occhi ancora curiosi e partecipativi rispetto alla sua incredibile vita. Poi all’improvviso si spegne, sembra svuotato. < puoi ancora farlo > dico io < riparti! viaggiamo insieme… > Mi fissa intensamente e poi sibila < sono stracco di tutto! > Una volta tornato nel mio eremo urbano ripenso a quella frase. Mi ha colpito. Stracco è molto più di stanco. Sento che involontariamente sto pensando alla mia vita. Se mai un giorno sarò come lui. Se il mio pianoforte volante non sarà più in grado di trasportarmi attraverso i miei sogni lucidi. Se il mio fido scudiero Bussi tornerà ad essere ai miei occhi solo un peluche inanimato. Come vorrei, in questo preciso istante, essere una persona capace di vedere il mondo come se non avessi con lui altro rapporto se non vederlo: contemplare le cose come se io fossi il viaggiatore adulto arrivato oggi alla superficie della vita! Non aver mai imparato a dare significati alle cose. Saper separare l’immagine delle cose in sé da quello che la cultura mi ha insegnato. Capire tutto come se fosse la prima volta… Mi attraversa un brivido. Le mie visioni non sono più mie, non sono più niente: sono quelle di tutti gli esseri umani inconsapevolmente intrisi dalla filosofia greca, dall’ordine romano, dalle morali religiose e da tutte le mille illusioni che formano il complesso universo in cui mi percepisco. Conoscere senza sapere. Guardare sempre l’universo con gli occhi di un bimbo. La vera sfida è affrontare la morte ancora vivi!

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